Troll russi all’attacco – la leggenda continua

Siamo alle solite: sono tornati i troll russi all’attacco della democrazia. Ma come avranno fatto ad accertare la provenienza russa degli account? Io sono un fan di Homeland e nella 7ima stagione c’è una situazione simile che però ovviamente è strutturata in maniera diversa. Si identificava un agente russo sul campo che da una foto vera scattata ad arte dava luogo ad una fake news di portata globale. Tra i social spiccava il coinvolgimento di Twitter  utilizzato da una rete di utenti alcuni dei quali erano dei bot opportunamente configurati ed altri umani che oltre a diffondere le news venivano attivati per lanciare dei segnali alle persone fisiche coinvolte. La news scatenò nell’immediato un evento tragico in una situazione critica a livello di sicurezza interna, facendo accadere il peggio come risultato dell’evolversi dello scenario. Nel più lungo periodo l’obiettivo era quello di far cadere la presidente democraticamente eletta negli Stati Uniti. Distaccandoci dal film e tornando nella realtà purtroppo dobbiamo tener presente che ci sono vari modi di occultare la propria provenienza in rete a garanzia della privacy dell’utente, per cui come fare ad attribuire un crogiolo di account ad un paese piuttosto che ad un altro? Quali prove si hanno della reale provenienza della persona fisica che ha creato la rete, ammesso che sia una sola? La geolocalizzazione dell’ip può essere sufficiente ad attribuire una responsabilità? L’analisi del traffico, magari carpendo la lingua utilizzata dall’utente nel browser? Tutto ciò purtroppo non basta. Che siano riusciti ad infettare uno dei dispositivi coinvolti con qualche trojan o keylogger se non addirittura accedere in remoto alla macchina dell’autore? Questo magari avrebbe lasciato la fotocamera disponibile e attiva così da carpire foto e filmati dei reali utilizzatori (che poi comunque vanno identificati)? Errare è umano ma ad un simile livello certe superficialità possono costare care per cui difficilmente un utente esperto arriverebbe a concedersi simili trascuratezze. Buttare fuori notizie senza troppe specifiche rischia di generare un effetto boomerang. Sarebbe bello poter approfondire l’indagine condotta dagli esperti di cyber coinvolti nella vicenda.

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